Relazione contro il progetto di legge che intende proibire l’uso delle aviosuperfici oltre i 1500 m di quota.
Una limitazione ed una minaccia alla autonomia della Valle d’Aosta
La proposta di legge che intende vietare gli atterraggi in montagna al di sopra dei 1500 m. sulle Alpi e dei 1000m. sugli Appennini aggiungendo un’ulteriore grave limitazione all’aviazione generale, avrà effetti deleteri su scala nazionale sia sull’attività di volo che sul numero di occupati nel settore.
La Valle d’Aosta è tra le regioni italiane la più montuosa. Oltre l’80 % del territorio si trova al disopra dei 1500 metri di quota. Porre delle restrizioni al volo al di sopra di tale quota equivale a limitare pesantemente non solo l’operatività dei piloti e delle compagnie aeree valdostani, penalizzando l’economia della Regione, ma anche la sua "sovranità sull’80% del proprio territorio.
Accettare l’imposizione, da parte del potere centrale, di una legge che in modo del tutto indiscriminato pone delle limitazioni sull’80% del territorio della Valle d’Aosta, significa in prospettiva mettere a rischio l’autonomia così faticosamente conquistata.
Se questa legge dovesse passare, dovremmo immediatamente chiudere l’altiporto di Chamois che perderebbe così l’unica alternativa al collegamento funiviario e per il futuro sarebbe preclusa alla Valle d’Aosta la creazione di qualsiasi altra aviosuperficie con un grave pregiudizio per lo sviluppo turistico della regione.
Tra breve, poi, se le ragioni che effettivamente muovono i promotori di questa legge fossero la difesa dell’ambiente alpino, con la stessa logica con la quale ora si vogliono proibire i voli al di sotto dei 500m dal suolo (le regole dell’aria prevedono una quota minima di 150m sulle zone disabitate e 300m su paesi e città) e gli atterraggi in montagna, si dovrebbero limitare tutte le attività turistiche e sportive al di sopra dei 1500 m di quota.
Le strade oltre i 1500m dovrebbero esse precluse a tutti i mezzi di trasporto con esclusione dei mezzi di soccorso e militari; nessun turista potrebbe raggiungere i campi di sci e gli alberghi in quota se non a piedi.
Una scelta demagogica
La mia potrebbe sembrare una previsione alquanto catastrofica ma non si può certo dire che è priva di conseguenza logica. Per come si sta evolvendo il mondo, le limitazioni e le regolamentazioni non faranno che aumentare, la terra stessa e non solo gli animali selvatici dovranno essere protetti dall’effetto della sovrappopolazione e dell’inquinamento.
Quello che a mio giudizio è inaccettabile è pensare di imporre, anziché delle ragionate regolamentazioni, delle indiscriminate proibizioni.
Come risulta assurdo pensare di chiudere tutte i tratti di strada che superano i 1500m, altrettanto folle è pensare di porre delle limitazioni all’attività di volo semplicemente perché si svolge in territorio alpino al di sopra dei 1500m.
Se il desiderio è quello di difendere l’ambiente armonizzando le attività umane con le necessità della natura bisognerà pensare a delle leggi più articolate e quindi, necessariamente, più radicate nella realtà locale, che tengano conto oltre alle necessità della fauna, della flora e dei promotori anche di quelle degli abitanti della regione.
Giustificare la limitazione all’attività di volo oltre i 1500 m con la ragione che i nostri velivoli inquinano o disturbano gli animali selvatici è pretestuoso e demagogico:
L’inquinamento prodotto dai velivoli che operano a bassa quota è del tutto insignificante rispetto a quello generato degli aerei di linea che a migliaia sorvolano le Alpi ogni giorno, a quello dei riscaldamenti delle case nei villaggi o a quello prodotto dalle macchine, dalle moto e dalle motoslitte dei turisti, o dai rifugi.
Il disturbo prodotto dal rumore dei nostri piccoli velivoli è veramente poca cosa rispetto a quello prodotto dagli impianti di risalita, dai disturbi elettromagnetici generati dalle linee elettriche, dalle dighe, dai pascoli, dagli acquedotti, dalle piste di sci, dalle esercitazioni militari, dall’uso di diserbanti o di concimi, dal disboscamento e dagli incendi.
In realtà l’impatto ambientale di un mezzo aereo è estremamente limitato sia nel tempo che nello spazio, il rumore da noi prodotto non dura più di qualche minuto e le tracce che gli sci dei nostri velivoli lasciano sulla neve spariscono alla prima nevicata, mentre i piloni o i cavi degli impianti di risalita restano permanentemente sulla montagna anche d’estate, quando le cicatrici delle piste di sci diventano più dolorose ed evidenti.
Se lo scopo dei promotori fosse effettivamente quello di difendere l’ambiente alpino da tutte le insidie umane, essi avrebbero posto la loro attenzione contro cause ben più gravi di inquinamento e degrado; il fatto che essi si scaglino contro l’attività di volo deriva probabilmente dal fatto che dal punto di vista politico è più facile colpire la piccola comunità dei piloti che affrontare gruppi ben più potenti.
Proibendo l’attività di volo in montagna si fa bella figura senza rischiare praticamente nulla.
Per una vera protezione dell’ambiente
Con questo non intendiamo dire che si debbano abolire le aree protette o i parchi naturali, riteniamo anzi giusto ed appoggiamo una seria politica di difesa della natura.
A nostro giudizio sarebbe molto più efficace e molto meno discriminante varare delle norme più restrittive per i limiti di inquinamento e di rumore prodotti dai motori dei piccoli velivoli o degli elicotteri ed affidare la regolamentazione dei voli alle regioni, come del reso già in parte, avviene, per armonizzare meglio le esigenze di difesa del territorio con quelle di sviluppo e vivibilità dello stesso.
Lo scopo istituzionale degli Aero Club è quello di diffondere la cultura aeronautica e la passione per il volo e questo impegno, lungi dal limitarci al campo strettamente aeronautico ci è servito da stimolo per promuovere ogni aspetto della crescita culturale e civile della società in cui operiamo.
Nel recente passato abbiamo avviato programmi di collaborazione con la scuola ed attività umanitarie. Per quanto riguarda la difesa del territorio l’Aero Club Valle d’Aosta ha appena concluso un accordo con la Regione per svolgere un servizio volontario di avvistamento incendi. Nel campo della protezione della fauna selvatica, nei prossimi mesi attiveremo un analogo servizio di pattugliamento aereo per il monitoraggio degli animali selvatici muniti di radiocollare.
Queste attività, che richiedono un costante allenamento ed una buona conoscenza oltre che del mezzo anche della regione, verranno svolte, per questioni di sicurezza, esclusivamente da piloti in possesso della abilitazione agli atterraggi sui ghiacciai. Chi, infatti, meglio di loro è in grado di volare tra valli e gole anche in condizioni meteorologiche difficili?
Le capacità tecniche e la conoscenza del territorio e delle condizioni ambientali è stata raggiunta dai nostri piloti nel corso di anni di appassionato "lavoro". Se ora la comunità può contare sulle loro capacità è perché in questi anni non ci è tata preclusa la pratica del volo in montagna.
Una discriminazione contro le popolazioni montane
Voler imporre le limitazioni previste dalla proposta di legge Turrini – Procacci equivale ad affermare implicitamente che la legge Gex, che ha liberalizzato il volo in montagna, è una legge contro l’ambiente. Vorrebbero indurci a pensare che Corrado Gex fosse o uno sprovveduto che non aveva la sensibilità per capire che la sua legge avrebbe compromesso l’equilibrio naturale o un cinico senza scrupoli che per qualche interesse personale tradiva gli interessi della sua terra.
La realtà è un’altra, la legge Gex è un’ottima legge, fatta per difendere gli interessi delle popolazioni alpine nel rispetto della natura.
Non sarà certo l’abolizione dei voli dei nostri piccoli velivoli a salvare il mondo non dico dall’effetto serra ma neanche dalle puzze o dai rumori della "civiltà". L’unico risultato sarà quello di consentire a qualcuno di farsi bello alle spalle dei più deboli senza affrontare le vere regioni dell’inquinamento e del degrado dell’ambiente.
I promotori della legge vorrebbero far credere di essere dei paladini dei più deboli, i Davide che difendono l’ambiente contro i Golia che lo vogliono distruggere, in realtà essi rappresentano l’elite, i ricchi ed i potenti che con l’alibi della difesa dell’ambiente vogliono difendere i loro privilegi incuranti delle necessità degli abitanti delle montagne.
Essi dipingono i piloti come degli arroganti, dei prevaricatori , insensibili e maleducati che si appropriano e rovinano un bene che è di tutti, in realtà nella pratica del volo in montagna non vi possono essere arroganza e prepotenza, al contrario vi è amore, attenzione, conoscenza e rispetto. I velivoli che pilotiamo sono talmente piccoli e leggeri che sarebbe impossibile comportarsi diversamente senza rischiare ad ogni momento di venir travolti dalle forze della natura.
In realtà coloro che intendono abolire il volo in montagna si comportano in modo quanto meno superficiale se non deliberatamente prevaricatorio, senza pensare che in questo modo precludono agli abitanti delle montagne ogni possibilità di sviluppo ed a noi piloti la pratica "dell’alpinismo del cielo".
Una ingiustizia contro i diritti dei cittadini appassionati di volo
Le montagne, il vento, le nuvole, il sole, sono di tutti, mi sembra un atteggiamento estremamente ingiusto e prevaricatore quello di precludere agli appassionati del volo la possibilità di godere, nel modo che è a loro più congeniale, di questi beni comuni.
Coloro che pretendono di impedirci di volare e di posarci sui ghiacciai ci devono spiegare in virtù di quale autorità ritengono di poterci privare della gioia di volare tra le nostre montagne.
Accampare la scusa che impedendoci di volare essi difendono l’ambiente è falso, disonesto ed ingiusto. Il danno che i 10 velivoli muniti di sci ed i 100 piloti italiani abilitati possono arrecare all’ambiente e infinitamente più piccolo di quello che procurano in una sola domenica alpinisti e sciatori recandosi con le loro vetture private alla partenza delle piste di sci o ai piedi delle vie di arrampicata.
Cosa direbbero gli sciatori o gli alpinisti se con le stesse argomentazioni si decidesse di proibire la pratica del loro sport preferito al di sopra dei 1500 metri di quota?
Conclusione
In conclusione riteniamo che questa proposta di legge sia da condannare per le seguenti ragioni:
Relatore : Paolo Meneghini Presidente dell’Aero Club Valle d’Aosta
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Titoli di studio ed aeronautici: Ingegnere Aeronautico Brevetto di pilota commerciale Istruttore di Volo a Vela Istruttore di volo a Motore |
Esperienze nel settore Tecnico: Capo Controllo Direttore tecnico Responsabile della Qualità |
Esperienze nel settore Operativo: Capo pilota di una società di lavoro aereo Direttore Operativo di una compagnia di trasporto pubblico |
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Esperienza di volo: a motore 7000 ore - a vela 1000 ore |
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