Alzate-Taranto in aliante
di Davide Casetti

Tratto dalla mailinglist di Volo a Vela di FlyNet.org

Buongiorno a tutti.
Approfitto della lista solo per ricordare che qualche giorno fa il mitico volo Alzate-Taranto, attuale record italiano di distanza libera, della coppia Leo Briglia e sottoscritto ha compiuto 10 anni.
10 anni sono passati e neanche un tentativo per batterlo.
Mi rendo conto, soprattutto dopo averlo vissuto, che un volo del genere comporta una logistica notevole, tempi e soprattutto meteo.
Dopo 10 anni devo ringraziare ancora una volta alcuni personaggi:
1) innanzi tutto, il Leo per la velocissima cavalcata su una grande cartina dell`Italia in scala 1:1, per gli insegnamenti sulle scelte di volo e su come preparare in anticipo un volo del genere :-), per gli svenimenti per mancanza di ossigeno a 6500 metri e per la piú bella ...scusate...pisciata della mia vita alla fine del volo;
2) mio padre, squadrista mondiale di Leo e ingloriosamente anche mio, che, partito dopo di noi con il carrellone del 25, alla cieca senza informazioni sulla nostra destinazione, si diresse a 140 di media senza documenti del carrello (fermato due volte dalla stradale arrivó a piangere dicendo che stava inseguendo due stupidi che tentavano di battere un record) verso Policoro via Napoli, per poi riattraversare la penisola per Taranto arrivando solo 3 ore dopo il nostro atterraggio ("Allora smontiamo e andiamo?"...un pazzo)
3) un perfetto analista meteo e calcolatore di planata: Ricky, che dall´alto delle colline brianzole ci ha seguito via radio fino ad Arezzo calcolando, all´inizio della planata a 6500 m, che saremmo arrivati al Pratomagno alle 12,30 con 2000 m (effettivamente siamo arrivati a quell´ora, ma a 1950 m)
4) infine una meteo perfetta come non si vedeva da anni, con vento da nord a sud della penisola, grazie ad una depressione stranamente spostata a nord che non ha consentito il formarsi del cattivo tempo al sud.

I ricordi sono ancora vividi e presenti:
io che arrivo in campo in ritardo alle 7 del mattino (notte brava con Ricky) e Leo che scruta il cielo e dice: "Mah, sembra che non ci sia piú vento", "Senti Leo, mi hai fatto svegliare, adesso andiamo!";
il non spazio nel posto di dietro con moon boot, carte di tutta l´Italia (i GPS ancora non c´erano), beauty case, vestiti di ricambio, borracce;
l´onda a 6500 m senza ossigeno (le tabelline che non tornano, un vuoto di memoria tra la Grigna e il lago di Garda, "Ah, noi vecchi abbiamo piú resistenza...ma dov´é il manettino per cambiare frequenza?);
il cambio batterie dietro la mia testa a 5000 metri (uscire dal paracadute, girarsi, fare le connessioni e rientrare nel paracadute);
il mal di testa del Leo (un classico) e la Novalgina che gli verso nella borraccia durante una termica e di cui perdo il conto delle gocce (provateci voi);
l´adriatico dietro il Gran Sasso;
la faccia dell´Aldo Colombo che incontriamo nei pressi di Pescasseroli che se andava bel bello verso il primo pilone dei 500 e noi ne avevamo giá fatti quasi 600;
la piú bella termica della giornata al Marsicano (5,5 - 6);
il freddo sotto i cumuloni del Matese (piú freddo dei 6500 in onda);
l´ultimo 4 metri sul Vulture;
la scelta: Puglia o Calabria?
il sorvolo dei mari interni di Taranto e delle navi militari;
la ricerca dell´aeroporto militare di Grottaglie (il Leo convinto che senza brevetti e documenti a parte il mio tesserino universitario, ci avrebbero fatti tornare a casa vivi);
arrivare a 1200 metri slm sopra il campo scelto, spiralare in discesa sopra il campo studiandolo al dettaglio per 25 minuti e in finale chiudere i diruttori, virare secchi di 90º per entrare in un altro (i mattoni di tufo si confondono con il terreno dall´alto, adesso lo so);
noi che scendiamo vestiti da sci e i ragazzini ci corrono incontro in costume e ciabatte;
la pipí (l´unica del volo);
la mia telefonata ad Alzate: "Ecco noi saremmo a Taranto...."....Urlo del Riccardone Briglia....
gli amici carabinieri, i frutti di mare, il sonno agitato della notte;
il Leo che vuole trovare un aeroporto per farsi trainare e tentare il ritorno (credo che la cosa fosse dovuta ancora alla mancanza di ossigeno; io non sapevo nemmeno dov´ero talmente ero stanco);
mio padre che spiega al gestore curioso del distributore dove rimase parcheggiato di notte il carrellone del 25 sponsorizzato 1h Clean (non so se avete in mente il logo), che in realtá era un dentifricio gigante e quello rimane a bocca aperta;
la cena a casa Briglia con le famiglie per festeggiare e raccontare.

Ecco qui, 10 anni.

Il Leo mi ha appena mandato una mail: "Ora tocca a te farne uno ancora piú lungo": le traversate che faccio con l´MD11 per il Brasile valgono?

Un abbraccio a tutti
Davide

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Siamo saliti sulla verticale dell´isola comacina a 6 m/s fino a 6500 m QNH splendidamente accompagnati da Milano Informazioni che ha fatto deviare uno Swissair per permetterci di rimanere nel cuore dell´onda; lo stesso operatore ci ha accompagnati fino alla transizione di competenza con Verona, i quali ci hanno consentito di muoverci nel letto del vento sempre a 6500 dalla Grigna al lago di Garda; siamo stati presi in consegna da Bologna fina al raggiungimento degli appennini dove abbiamo gentilmente ringraziato della collaborazione e abbiamo continuato il volo in VFR.
Per quanto riguarda l´ossigeno, a terra l´impianto funzionava perfettamente, mentre in quota ha cominciato a fare i capricci; ci siamo messi d'accordo sul controllarci a vicenda.
I carabinieri sopraggiunti erano piú interessati a sapere come eravamo arrivati fino a lí, ci hanno rifocillato in caserma e hanno piantonato l´aliante per tutta la notte, perché a detta loro eravamo atterrati nel Bronx di Taranto.
Vediamo...cosa ancora....? Ah si, quando ho fatto pipí a Taranto ho fatto in modo che non mi vedesse nessuno e soprattutto col vento in coda.
[...]
Quando mi sono presentato alla mailing list del volo a vela Brasiliano, mi hanno scritto subito: "Ah si ti conosco, ho il resoconto del volo che attraversó l´Italia"

Davide